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Origini e caratteristiche delle pressostrutture

Presso-Piscina

Le pressostrutture, o strutture pneumatiche furono brevettate nel 1917 da un ingegnere inglese per la costruzione di un ospedale militare, tale Frederick William Lanchester.

A causa di alcuni incendi e fallimenti, tuttavia, la realizzazione completa e l’impiego reale delle strutture pressostatiche avvenne solo a partire dal 1946 in Alaska, utilizzate come riparo per le attrezzature radar.

Da quel momento, i cosiddetti airdomes hanno iniziato ad essere molto utilizzati in America allo scopo di realizzare velocemente aree coperte come magazzini, aree di montaggio di armi belliche, officine per la manutenzione dei veicoli e degli aerei, ospedali mobili e molto altro.

 

Cos’è, in termini tecnici, una pressostruttura?

Un pallone pressostatico è un “edificio” i cui materiali sono mantenuti in posizione tramite pressione aerostatica, ossia tramite la pressione dell’aria.

Si tratta, dunque, di coperture gonfiabili sagomate altamente resistenti la cui forma è determinata dalla differenza di pressione tra l’involucro interno e quella atmosferica, rappresentando così un sistema strutturale estremamente efficiente in termini di rapporto peso portato/peso portante.

La sovrappressione nella struttura è mantenuta da un’unità principale di gonfiaggio, integrata con l’impianto di riscaldamento.

La copertura pressostatica è essenzialmente formata da una doppia o tripla membrana in pvc di copertura con un tunnel centrale a forma semicilindrica, chiuso alle due estremità da due vele a curvatura totale positiva.

Il materiale utilizzato per le pressostrutture è un tessuto poliestere ad alta tenacità, spalmato con mescole a base di PVC su entrambe le facce, trattato contro i funghi e le muffe, resistente ai raggi U.V., le cui caratteristiche tecniche di peso, resistenza alla trazione e allo strappo sono idonee per l’uso e riportate nelle tabelle tecniche del materiale.

La membrana di chiusura della copertura pressostatica può essere singola o doppia.

In questo ultimo caso, parte dell’aria che viene immessa nella struttura dal soffiatore, viene convogliata tra le 2 membrane, mantenendole a loro volta in pressione e quindi distaccate l’una dall’altra creando un’intercapedine d’aria. Questo cuscinetto permette di contenere le dispersioni termiche, quindi i dispendi energetici legati alla gestione invernale, quando viene impiegato oltre al soffiatore anche il generatore di calore per mantenere la struttura calda.

I palloni pressostatici sono oggi fortemente gettonati nel settore sportivo (piscine, campi da tennis, da padel, da volley, da golf, da calcetto, maneggi) grazie alla loro facilità di montaggio e smontaggio e poichè sono in grado di coprire aree particolarmente vaste.

Grazie a queste caratteristiche, oltre agli utilizzi per lo sport, le pressostrutture possono essere utilizzate anche come aree di stoccaggio, magazzini o per creare posti coperti per manifestazioni, eventi e sagre.

Presso Tennis 16

 

I progetti di pressostrutture realizzati da Canobbio Textile

Canobbio Textile è specializzata nella realizzazione di strutture pressostatiche e ha realizzato numerosi progetti di coperture sportive: pressostrutture per il calcio e pressostrutture per lo sport.

Tutti gli impianti sono progettati e installati completi di sistemi di illuminazione a LED specifici per le diverse attività sportive.

La stabilità della struttura pressostatica, anche in caso di mancanza di energia elettrica, viene garantita da una unità secondaria di emergenza con motore diesel, collegata al sensore di pressione e a un anemometro che rileva la velocità del vento intervenendo automaticamente.

Il controllo del corretto funzionamento viene elaborato da un PLC, programmato in modo da gestire il funzionamento della pressostruttura e di economizzare i costi di gestione con la possibilità di inviare i dati e le eventuali anomalie via GSM e limitare la presenza del responsabile dell’impianto sportivo.

Presso-Volley

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