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	<title>ETFE &#8211; Canobbio</title>
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	<description>Textile Engineering - Tensostrutture</description>
	<lastBuildDate>Thu, 06 Aug 2026 13:17:23 +0000</lastBuildDate>
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	<title>ETFE &#8211; Canobbio</title>
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	<item>
		<title>Copertura tessile per gli spazi esterni di bordo: una tensostruttura pensata per il mare</title>
		<link>https://www.canobbio.com/copertura-tessile-per-gli-spazi-esterni-di-bordo-una-tensostruttura-pensata-per-il-mare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diletta Garbero]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Aug 2026 13:11:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ETFE]]></category>
		<category><![CDATA[Facciate tessili]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti iconici]]></category>
		<category><![CDATA[Strutture per eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Tensostrutture]]></category>
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					<description><![CDATA[Copertura tessile per gli spazi esterni di bordo: Progettare per il mare è una delle sfide più impegnative dell&#8217;architettura tessile. In questo case study raccontiamo una copertura tessile per navi da crociera studiata per proteggere le aree dedicate agli ospiti senza compromettere la percezione dello spazio e il rapporto con il panorama circostante. Ombra senza&#8230;&#160;<a href="https://www.canobbio.com/copertura-tessile-per-gli-spazi-esterni-di-bordo-una-tensostruttura-pensata-per-il-mare/" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">Copertura tessile per gli spazi esterni di bordo: una tensostruttura pensata per il mare</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Copertura tessile per gli spazi esterni di bordo:</strong></p>
<p>Progettare per il mare è una delle sfide più impegnative dell&#8217;architettura tessile. In questo case study raccontiamo una copertura tessile per navi da crociera studiata per proteggere le aree dedicate agli ospiti senza compromettere la percezione dello spazio e il rapporto con il panorama circostante.</p>
<p>Ombra senza chiudere: la leggerezza della membrana</p>
<p>L&#8217;obiettivo del progetto era creare ampie superfici ombreggiate mantenendo l&#8217;ambiente aperto, luminoso e ventilato. È qui che la leggerezza della membrana fa la differenza: a differenza di una soluzione rigida, la tensostruttura ripara dal sole senza racchiudere l&#8217;area, lasciando che luce e brezza continuino a far parte dell&#8217;esperienza a bordo.</p>
<p>Questa capacità di filtrare e schermare senza isolare è una delle qualità più preziose delle coperture tessili in ambito navale, dove il legame con il mare e con l&#8217;orizzonte è parte integrante del viaggio.</p>
<p><strong>Una geometria progettata per il contesto navale:</strong></p>
<p>Dietro l&#8217;apparente semplicità di una superficie ombreggiata c&#8217;è un lavoro di design strutturale accurato. La geometria della struttura è stata progettata per garantire il corretto comportamento della membrana anche in un contesto particolarmente impegnativo come quello navale, dove le sollecitazioni sono continue e combinate: sole intenso, vento, movimento dell&#8217;imbarcazione e salsedine.</p>
<p>Ogni progetto di questo tipo richiede uno studio specifico, perché progettare sul mare significa confrontarsi con condizioni ambientali e prestazionali molto diverse rispetto a quelle di un edificio tradizionale. La forma della membrana, i punti di ancoraggio e il tensionamento vengono calibrati sul comportamento reale della struttura nelle condizioni operative della nave.</p>
<p><strong>La copertura come parte dell&#8217;esperienza a bordo:</strong></p>
<p>In interventi come questo, la copertura diventa parte integrante dell&#8217;esperienza a bordo. Non si limita a proteggere: migliora la fruibilità degli spazi esterni e contribuisce all&#8217;identità architettonica della nave.</p>
<p>Una copertura tessile ben progettata trasforma un ponte esposto in un&#8217;area vivibile durante tutto il giorno, accompagnando i passeggeri con ombra, luce e leggerezza. In questo senso la tensostruttura non è un semplice accessorio tecnico, ma un elemento che partecipa al modo in cui gli spazi vengono percepiti e vissuti.</p>
<p><strong>La versatilità dell&#8217;architettura tessile:</strong></p>
<p>È proprio in contesti come questo che l&#8217;architettura tessile dimostra tutta la sua versatilità, coniugando leggerezza, comfort e qualità progettuale. La stessa tecnologia della membrana in tensione, capace di coprire piazze, impianti sportivi o siti archeologici, trova qui una delle sue applicazioni più esigenti e affascinanti.</p>
<p>Progettare una copertura tessile per navi da crociera significa unire competenza tecnica, sensibilità estetica e conoscenza dell&#8217;ambiente marino: un equilibrio che nasce da un approccio su misura, progetto dopo progetto.</p>
<p>Hai un progetto per aree esterne a bordo? Possiamo aiutarti a sviluppare una soluzione su misura.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tensostrutture per navi da crociera: progettare una copertura tessile a bordo</title>
		<link>https://www.canobbio.com/tensostrutture-navi-da-crociera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diletta Garbero]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2026 13:10:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ETFE]]></category>
		<category><![CDATA[Facciate tessili]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti iconici]]></category>
		<category><![CDATA[Strutture per eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Tensostrutture]]></category>
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					<description><![CDATA[Tensostrutture  navi da crociera Ogni settore ha esigenze progettuali diverse, ma poche applicazioni sono impegnative quanto il mondo navale. Una nave da crociera si muove, naviga e attraversa climi differenti nel giro di pochi giorni: progettare una copertura tessile in questo scenario significa lavorare in uno dei contesti più esigenti dell&#8217;architettura tessile. È proprio qui&#8230;&#160;<a href="https://www.canobbio.com/tensostrutture-navi-da-crociera/" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">Tensostrutture per navi da crociera: progettare una copertura tessile a bordo</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Tensostrutture  navi da crociera</strong></p>
<p>Ogni settore ha esigenze progettuali diverse, ma poche applicazioni sono impegnative quanto il mondo navale. Una nave da crociera si muove, naviga e attraversa climi differenti nel giro di pochi giorni: progettare una copertura tessile in questo scenario significa lavorare in uno dei contesti più esigenti dell&#8217;architettura tessile. È proprio qui che le tensostrutture per navi da crociera dimostrano la loro versatilità, coniugando leggerezza, comfort e qualità progettuale.</p>
<p><strong>Perché progettare sul mare è diverso</strong></p>
<p>Progettare sul mare significa confrontarsi con condizioni ambientali e prestazionali molto diverse rispetto a quelle di un edificio tradizionale. Una copertura installata su una nave da crociera deve infatti resistere a sollecitazioni combinate e continue:<br />
&#8211; irraggiamento solare intenso e temperature elevate;<br />
&#8211; vento e movimento costante dell&#8217;imbarcazione;<br />
&#8211; salsedine e aggressività dell&#8217;ambiente marino;<br />
&#8211; uso continuativo e forte afflusso di persone.</p>
<p>A questo si aggiunge un vincolo tipicamente navale: la necessità di un&#8217;installazione rapida e precisa, spesso in tempi ristretti e in cantiere, dove ogni fase deve essere coordinata con la costruzione o il refitting della nave.</p>
<p><strong>Dove trovano spazio le tensostrutture a bordo</strong></p>
<p>Sulle navi da crociera ogni spazio esterno è progettato per offrire comfort, funzionalità e un&#8217;esperienza di qualità ai passeggeri. Le tensostrutture e le membrane tessili trovano applicazione in numerosi contesti:<br />
&#8211; coprire piscine e solarium;<br />
&#8211; proteggere lounge e aree relax;<br />
&#8211; realizzare coperture per ristoranti e spazi outdoor;<br />
&#8211; creare percorsi coperti tra le diverse aree della nave;<br />
&#8211; schermare zone dedicate a eventi e intrattenimento.</p>
<p>In ognuno di questi casi la copertura non è solo un elemento funzionale: contribuisce al comfort, alla qualità degli spazi e all&#8217;identità architettonica della nave.</p>
<p><strong>La versatilità dell&#8217;architettura tessile</strong></p>
<p>È in contesti come questo che l&#8217;architettura tessile dimostra tutto il suo potenziale. La possibilità di sviluppare soluzioni completamente su misura consente di adattare la stessa tecnologia ad ambienti radicalmente diversi, da una piazza urbana al ponte di una nave in navigazione.</p>
<p>La copertura diventa così parte integrante dell&#8217;esperienza a bordo, migliorando la fruibilità degli spazi esterni e accompagnando i passeggeri con ombra, luce e leggerezza. Anche in mare, una copertura tessile ben progettata trasforma il modo in cui uno spazio viene vissuto.</p>
<p><strong>Progettiamo la tua soluzione navale</strong></p>
<p>Ogni progetto per il settore crocieristico richiede uno studio specifico, perché non esistono soluzioni standard: contano le dimensioni, la destinazione d&#8217;uso, le condizioni ambientali e l&#8217;integrazione con l&#8217;architettura della nave.</p>
<p>Hai un progetto per le aree esterne a bordo? Possiamo aiutarti a sviluppare una tensostruttura su misura, dal rilevamento all&#8217;installazione.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Progetti iconici e architettura tessile: quando una tensostruttura diventa un landmark</title>
		<link>https://www.canobbio.com/progetti-iconici-e-architettura-tessile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diletta Garbero]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 08:00:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ETFE]]></category>
		<category><![CDATA[Facciate tessili]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti iconici]]></category>
		<category><![CDATA[Tensostrutture]]></category>
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					<description><![CDATA[Progetti iconici e architettura tessile Alcune architetture smettono di essere semplici coperture e diventano punti di riferimento nel paesaggio urbano. Nel campo dell&#8217;architettura tessile, questo accade quando forma, luce e tecnologia lavorano insieme per creare qualcosa di riconoscibile, senza rinunciare alle prestazioni. Ma cosa distingue davvero i progetti iconici dalle altre tensostrutture? E perché la&#8230;&#160;<a href="https://www.canobbio.com/progetti-iconici-e-architettura-tessile/" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">Progetti iconici e architettura tessile: quando una tensostruttura diventa un landmark</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Progetti iconici e architettura tessile</h3>
<p>Alcune architetture smettono di essere semplici coperture e diventano punti di riferimento nel paesaggio urbano. Nel campo dell&#8217;architettura tessile, questo accade quando forma, luce e tecnologia lavorano insieme per creare qualcosa di riconoscibile, senza rinunciare alle prestazioni. Ma cosa distingue davvero i progetti iconici dalle altre tensostrutture? E perché la membrana tessile è spesso il materiale che rende possibile questo salto?</p>
<h3>I progetti iconici non nascono per esserlo</h3>
<p>I progetti iconici non nascono con l&#8217;obiettivo di diventarlo. Nascono per rispondere a un&#8217;esigenza concreta: coprire uno spazio, accogliere persone, valorizzare un luogo o creare una nuova funzione. Ciò che li rende iconici è la capacità di andare oltre la funzione, dialogando con il contesto fino a entrare nell&#8217;identità di un territorio.</p>
<p>Una tensostruttura iconica è, prima di tutto, una struttura che funziona: dimensionata con calcoli specifici, progettata per resistere a vento, neve e sollecitazioni ambientali, pensata per durare nel tempo. È su queste basi tecniche che l&#8217;architettura tessile può poi costruire il proprio valore simbolico.</p>
<h3>Tre elementi che trasformano una copertura in landmark</h3>
<p>Nell&#8217;esperienza di chi progetta coperture tessili da decenni, tre fattori ricorrono quasi sempre quando una struttura diventa un riferimento visivo.</p>
<p>1. <strong>La forma</strong><br />
Nelle tensostrutture, la forma nasce dall&#8217;equilibrio tra estetica e comportamento strutturale. Le superfici curve non sono solo una scelta estetica: sono efficienza strutturale, perché è la geometria a distribuire le tensioni. Una geometria chiara e riconoscibile può trasformare una copertura in un segno architettonico distintivo.</p>
<p>2.<strong> La luce</strong><br />
La luce naturale, filtrata o diffusa attraverso le membrane architettoniche, cambia la percezione dello spazio durante il giorno e può trasformare la struttura in una superficie luminosa nelle ore serali. È uno degli effetti più caratteristici dell&#8217;architettura tessile: la membrana diventa parte attiva dell&#8217;esperienza dello spazio.</p>
<p>3. <strong>La riconoscibilità urbana</strong><br />
Quando una struttura dialoga con il contesto e diventa parte dell&#8217;identità di un luogo, smette di essere solo un elemento funzionale e si trasforma in riferimento visivo per la città. In molti casi è proprio la leggerezza dell&#8217;architettura tessile a rendere possibile questo equilibrio tra tecnica e identità.</p>
<h3>I progetti iconici firmati Canobbio</h3>
<p>L&#8217;esperienza su progetti di grande scala mostra quanto sia ampio il campo di applicazione delle tensostrutture iconiche:<br />
&#8211; La Nuvola di Fuksas<br />
&#8211; &#8220;La Vela&#8221; Unipol<br />
&#8211; Splash &amp; Spa Tamaro<br />
&#8211; Tubaloon, Kongsberg Jazz Festival<br />
&#8211; Climate Ribbon, Miami.</p>
<p>Progetti diversi per funzione e contesto, ma accomunati dallo stesso approccio: progettazione su misura, design strutturale e produzione Made in Italy con controllo diretto di ogni fase.</p>
<h3>Dalla complessità tecnica a un&#8217;esperienza memorabile</h3>
<p>Molte grandi coperture trasmettono una sensazione di leggerezza e naturalezza. Ma quella semplicità visiva è quasi sempre il risultato di un processo progettuale complesso: studio delle tensioni e dei carichi, analisi del comportamento della membrana, progettazione dei dettagli di connessione, coordinamento tra progettazione, produzione e installazione.</p>
<p>L&#8217;obiettivo finale, però, non è mostrare la complessità tecnica, ma trasformarla in uno spazio che appaia fluido, leggero e naturale da vivere. È in questo passaggio dalla soluzione tecnica all&#8217;esperienza architettonica che nasce un progetto iconico.</p>
<h3>Progettare la prossima icona</h3>
<p>Un progetto di successo non deve solo funzionare bene: può anche lasciare un segno nel tempo. Che si tratti di un centro congressi, di una facciata tessile, di una copertura sportiva o di uno spazio pubblico, l&#8217;architettura tessile offre gli strumenti per unire funzione, tecnica e identità.</p>
<p><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f4e9.png" alt="📩" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Hai in mente un progetto che vuoi rendere riconoscibile? Possiamo aiutarti a trasformare le tue esigenze in una soluzione coerente, a partire da un confronto tecnico.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La Nuvola di Fuksas: come una tensostruttura diventa un&#8217;icona di architettura tessile</title>
		<link>https://www.canobbio.com/la-nuvola-di-fuksas-come-una-tensostruttura-diventa-unicona-di-architettura-tessile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diletta Garbero]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 07:49:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ETFE]]></category>
		<category><![CDATA[Facciate tessili]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti iconici]]></category>
		<category><![CDATA[Tensostrutture]]></category>
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					<description><![CDATA[La Nuvola di Fuksas: come una tensostruttura diventa un&#8217;icona di architettura tessile Nel panorama dell&#8217;architettura contemporanea italiana, pochi edifici sono riconoscibili quanto La Nuvola di Fuksas, il Centro Congressi dell&#8217;EUR a Roma progettato da Massimiliano Fuksas. Un&#8217;opera diventata simbolo della città e punto di riferimento internazionale per il mondo degli eventi e dei congressi, in&#8230;&#160;<a href="https://www.canobbio.com/la-nuvola-di-fuksas-come-una-tensostruttura-diventa-unicona-di-architettura-tessile/" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">La Nuvola di Fuksas: come una tensostruttura diventa un&#8217;icona di architettura tessile</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>La Nuvola di Fuksas: come una tensostruttura diventa un&#8217;icona di architettura tessile</h3>
<p>Nel panorama dell&#8217;architettura contemporanea italiana, pochi edifici sono riconoscibili quanto <a href="https://www.canobbio.com/portfolio/la-nuvola-di-fuksas/"><strong>La Nuvola di Fuksas</strong></a>, il Centro Congressi dell&#8217;EUR a Roma progettato da Massimiliano Fuksas. Un&#8217;opera diventata simbolo della città e punto di riferimento internazionale per il mondo degli eventi e dei congressi, in cui l&#8217;architettura tessile raggiunge una delle sue espressioni più ambiziose.</p>
<h3>Un progetto iconico nato dalla ricerca sulla membrana</h3>
<p><strong>La forza della Nuvola sta in un paradosso:</strong> dietro la sua leggerezza e la sua apparente semplicità si nasconde un lavoro ingegneristico estremamente articolato. La &#8220;nuvola&#8221; sospesa all&#8217;interno del grande involucro vetrato non è un elemento decorativo, ma una vera e propria tensostruttura in cui la membrana lavora in tensione insieme all&#8217;ossatura portante di cavi e nervature in acciaio.</p>
<p>Il cuore dell&#8217;intervento è stato lo studio della membrana in fibra di vetro e silicone: un materiale ad alte prestazioni scelto per coniugare resistenza, durabilità e trasmissione luminosa. Trovare la membrana &#8220;perfetta&#8221;, capace di seguire la geometria libera e irregolare disegnata da Fuksas, ha richiesto mesi di ricerca, test e perfezionamento in laboratorio.</p>
<h3>Il contributo di Canobbio: numeri di un&#8217;opera fuori scala</h3>
<p>Il lavoro sviluppato per La Nuvola di Fuksas racconta bene cosa significhi realizzare una copertura tessile su scala monumentale. In sintesi, l&#8217;intervento ha richiesto:<br />
&#8211; oltre 15.000 mq di membrana confezionata e cucita;<br />
&#8211; circa 8.000 ore di lavoro delle cucitrici specializzate;<br />
&#8211; chilometri di profili in alluminio curvati su misura, per seguire la geometria unica della struttura;<br />
&#8211; più di 26.000 dettagli di fissaggio tra profili e pannelli;<br />
&#8211; quasi un anno dedicato all&#8217;installazione degli accessori metallici e alla supervisione del montaggio dei primi pannelli.</p>
<p>Ogni fase, dalla progettazione all&#8217;installazione, è stata gestita internamente, con il controllo diretto della qualità che caratterizza la produzione Made in Italy dell&#8217;azienda.</p>
<h3>Perché la membrana tessile era la scelta giusta</h3>
<p>In un edificio come il Centro Congressi dell&#8217;EUR, la scelta dell&#8217;architettura tessile non è solo estetica. La membrana permette di coprire grandi superfici mantenendo un peso ridotto rispetto ai sistemi tradizionali, distribuendo le tensioni in modo uniforme e alleggerendo i carichi trasmessi alla struttura portante.</p>
<p>C&#8217;è poi il tema della luce. La superficie traslucida della Nuvola filtra e diffonde la luce naturale, trasformando la percezione dello spazio interno durante il giorno e restituendo, nelle ore serali, l&#8217;immagine di un volume luminoso sospeso. <strong>È proprio questa capacità di far dialogare forma, luce e tecnologia a distinguere una tensostruttura ordinaria da un progetto destinato a diventare un landmark.</strong></p>
<h3>L&#8217;ingegneria dietro la leggerezza</h3>
<p>Intervenire su un&#8217;opera di questa complessità significa lavorare all&#8217;equilibrio tra materiale, forma e sistema di tensionamento. La geometria irregolare della Nuvola imponeva che ogni pannello, ogni profilo curvato e ogni punto di fissaggio fosse studiato in relazione al comportamento dell&#8217;intero sistema sotto i carichi di esercizio.</p>
<p><strong>È qui che l&#8217;esperienza costruita progetto dopo progetto fa la differenza:</strong> conoscere il comportamento reale dei materiali, prevedere le sollecitazioni e coordinare progettazione, produzione e installazione in un unico processo integrato. Nelle coperture tessili di grande luce, anche un dettaglio apparentemente marginale può incidere sul risultato finale.</p>
<h3>Da soluzione tecnica a esperienza architettonica</h3>
<p>Ciò che rende La Nuvola di Fuksas un progetto iconico non è la sola dimensione ingegneristica, ma la capacità di trasformare una soluzione tecnica in un&#8217;esperienza architettonica riconoscibile e memorabile. La struttura dialoga con il razionalismo dell&#8217;EUR e con l&#8217;identità di Roma, diventando parte del paesaggio urbano e della sua narrazione.</p>
<p>Per Canobbio, aver partecipato a questa realizzazione conferma una convinzione che guida ogni progetto di tensostrutture e architettura tessile: una copertura di qualità non deve solo funzionare bene nel tempo, ma può contribuire a definire l&#8217;identità di un luogo.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Arredo urbano e architettura tessile: progettare spazi pubblici più vivibili</title>
		<link>https://www.canobbio.com/arredo-urbano-e-architettura-tessile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diletta Garbero]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 07:06:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ETFE]]></category>
		<category><![CDATA[Ombreggianti]]></category>
		<category><![CDATA[Strutture per eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Tensostrutture]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.canobbio.com/?p=11941</guid>

					<description><![CDATA[Arredo urbano e architettura tessile Lo spazio pubblico non è fatto solo di edifici: percorsi, soste, aree di incontro e luoghi pensati per essere vissuti ogni giorno da persone con esigenze diverse. Oggi l’arredo urbano non riguarda più soltanto elementi funzionali come panchine, illuminazione o percorsi pedonali. Sempre più spesso coinvolge anche sistemi di copertura&#8230;&#160;<a href="https://www.canobbio.com/arredo-urbano-e-architettura-tessile/" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">Arredo urbano e architettura tessile: progettare spazi pubblici più vivibili</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Arredo urbano e architettura tessile</h3>
<p>Lo spazio pubblico non è fatto solo di edifici: percorsi, soste, aree di incontro e luoghi pensati per essere vissuti ogni giorno da persone con esigenze diverse.</p>
<p>Oggi l’arredo urbano non riguarda più soltanto elementi funzionali come panchine, illuminazione o percorsi pedonali. Sempre più spesso coinvolge anche sistemi di copertura e ombreggiamento capaci di migliorare comfort, fruibilità e qualità percettiva degli spazi.</p>
<p>In questo contesto, l’architettura tessile offre soluzioni leggere e flessibili in grado di integrarsi nel paesaggio urbano senza appesantirlo.</p>
<h3><strong>La leggerezza come elemento progettuale</strong></h3>
<p>Pensiline, aree di sosta, percorsi coperti e spazi pubblici possono essere trasformati attraverso strutture tessili progettate per dialogare con l’ambiente circostante.</p>
<p>La leggerezza delle membrane consente infatti di creare coperture di grandi dimensioni con un impatto visivo ridotto rispetto alle strutture tradizionali.<br />
Questo permette di mantenere maggiore continuità tra architettura, paesaggio e spazio pubblico.</p>
<p>L’obiettivo non è solo proteggere dal sole o dagli agenti atmosferici, ma contribuire a costruire luoghi più accoglienti e vivibili.</p>
<p>Comfort e qualità dello spazio urbano</p>
<p>Uno degli aspetti più interessanti delle coperture tessili è la gestione della luce naturale.</p>
<p>Le membrane tecniche permettono di filtrare e diffondere la luce, contribuendo a creare ambienti più equilibrati dal punto di vista visivo e termico. Questo aspetto diventa particolarmente importante negli spazi pubblici ad alta frequentazione, dove comfort e permanenza delle persone sono elementi centrali.</p>
<p>Le coperture possono inoltre contribuire a:<br />
&#8211; migliorare la fruibilità degli spazi durante tutto l’anno<br />
&#8211; creare aree di aggregazione più confortevoli<br />
&#8211; accompagnare i flussi pedonali<br />
&#8211; valorizzare percorsi e aree urbane esistenti</p>
<h3>Arredo urbano e spazi commerciali</h3>
<p>L’architettura tessile trova applicazione anche in contesti retail e commerciali, dove la qualità dello spazio influisce direttamente sull’esperienza dei visitatori.</p>
<p>Nei centri commerciali, le coperture possono essere utilizzate per:<br />
&#8211; ingressi e percorsi pedonali<br />
&#8211; aree ristoro e spazi outdoor<br />
&#8211; parcheggi e collegamenti tra edifici<br />
&#8211; piazze eventi e aree di aggregazione<br />
&#8211; lucernari e coperture traslucide</p>
<p>In questi contesti, la copertura non è soltanto un elemento tecnico.<br />
Diventa parte dell’identità stessa dello spazio commerciale, contribuendo a rendere gli ambienti più continui, riconoscibili e accoglienti.</p>
<h3>Architettura, funzione e relazione</h3>
<p>Negli interventi di arredo urbano, tecnica e design devono lavorare insieme.</p>
<p>Una struttura tessile ben progettata non serve soltanto a coprire uno spazio.<br />
Può creare relazione tra persone, architettura e città, migliorando il modo in cui un luogo viene percepito e vissuto.</p>
<p>Per questo ogni progetto richiede un approccio specifico, capace di tenere conto del contesto urbano, dei flussi, della luce, delle esigenze funzionali e dell’identità architettonica dello spazio.</p>
<p>Le strutture tessili rappresentano oggi uno strumento progettuale sempre più utilizzato per ripensare spazi pubblici, aree commerciali e contesti urbani contemporanei.</p>
<p>Stai sviluppando un progetto di spazio pubblico, arredo urbano o area commerciale? Possiamo aiutarti a definire la soluzione più adatta al tuo contesto progettuale.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La nuova copertura dello Scalo Romana: leggerezza e innovazione per la riqualificazione di un’area storica di Milano</title>
		<link>https://www.canobbio.com/la-nuova-copertura-dello-scalo-romana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diletta Garbero]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2026 11:00:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Strutture per eventi]]></category>
		<category><![CDATA[ETFE]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti iconici]]></category>
		<category><![CDATA[Strutture pressostatiche]]></category>
		<category><![CDATA[Tensostrutture]]></category>
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					<description><![CDATA[La nuova copertura dello Scalo Romana Nel contesto della riqualificazione della storica Stazione di Porta Romana, oggi Milano Scalo Romana, prende forma un intervento che unisce ingegneria avanzata e rispetto per l’esistente. Un progetto complesso, in cui la trasformazione di un’infrastruttura storica richiede soluzioni capaci di dialogare con la memoria del luogo, senza rinunciare all’innovazione.&#8230;&#160;<a href="https://www.canobbio.com/la-nuova-copertura-dello-scalo-romana/" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">La nuova copertura dello Scalo Romana: leggerezza e innovazione per la riqualificazione di un’area storica di Milano</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4>La nuova copertura dello Scalo Romana</h4>
<p>Nel contesto della riqualificazione della storica Stazione di Porta Romana, oggi Milano Scalo Romana, prende forma un intervento che unisce ingegneria avanzata e rispetto per l’esistente. Un progetto complesso, in cui la trasformazione di un’infrastruttura storica richiede soluzioni capaci di dialogare con la memoria del luogo, senza rinunciare all’innovazione.</p>
<p>All’interno di questo scenario, abbiamo contribuito alla realizzazione delle nuove coperture leggere, in collaborazione con Quadrio Costruzioni, General Contractor dell’intervento.</p>
<p><strong>Una copertura progettata su misura</strong></p>
<p>L’intervento ha previsto la progettazione, produzione e installazione di un sistema di copertura basato su cuscini pneumatici in ETFE serigrafati.</p>
<p>La scelta di questa tecnologia nasce dall’esigenza di garantire un’elevata trasmissione luminosa, evitando al tempo stesso di appesantire la struttura esistente con soluzioni tradizionali come il vetro.</p>
<p>L’intero sistema è stato sviluppato internamente, affrontando ogni fase del progetto:<br />
• definizione della geometria dei cuscini pneumatici<br />
• studio del comportamento strutturale e prestazionale<br />
• progettazione dei profili di fissaggio<br />
• sviluppo dei dettagli di connessione alla carpenteria esistente</p>
<p>Un approccio integrato che ha permesso di controllare ogni aspetto del sistema, dalla concezione fino alla realizzazione.</p>
<p><strong>Quando la luce diventa parte del progetto</strong></p>
<p>Uno degli elementi chiave dell’intervento è il ruolo della luce naturale.</p>
<p>La tecnologia a cuscino in ETFE consente infatti di ottenere una copertura leggera e semitrasparente, capace di diffondere la luce in modo uniforme negli spazi sottostanti.</p>
<p>La configurazione adottata prevede:<br />
• una membrana superiore in ETFE trasparente serigrafata<br />
• uno strato inferiore stabilizzato ad aria</p>
<p>Questa soluzione garantisce non solo elevate prestazioni luminose, ma anche il corretto funzionamento del sistema e la sua stabilità nel tempo.</p>
<p>La luce non è quindi un elemento secondario, ma diventa parte integrante del progetto, contribuendo al comfort visivo e alla qualità degli ambienti.</p>
<p><strong>Dalla progettazione al cantiere</strong></p>
<p>Oltre alla fase progettuale, abbiamo seguito direttamente anche l’installazione del sistema.</p>
<p>Questa fase è stata fondamentale per assicurare:<br />
• precisione esecutiva<br />
• corretto tensionamento dei cuscini pneumatici<br />
• perfetta integrazione con la struttura esistente</p>
<p>L’intervento su un contesto di riqualificazione richiede infatti un elevato livello di coordinamento, dove ogni dettaglio deve essere adattato alle condizioni reali del costruito.</p>
<p><strong>Equilibrio tra innovazione e memoria</strong></p>
<p>Intervenire su un’infrastruttura storica significa trovare un equilibrio tra innovazione tecnologica e rispetto dell’identità originaria.</p>
<p>La nuova copertura dello Scalo Romana nasce proprio da questa esigenza: introdurre un elemento contemporaneo, leggero e performante, senza alterare il valore del contesto esistente.</p>
<p>Il risultato è una struttura che unisce:<br />
• leggerezza<br />
• trasparenza<br />
• prestazioni tecniche elevate</p>
<p>Una soluzione capace di contribuire alla nuova identità dell’area, accompagnando la trasformazione dello Scalo Romana in uno spazio contemporaneo, funzionale e aperto alla città.</p>
<p>Per noi, questo progetto rappresenta un esempio concreto di come l’ingegneria possa dialogare con l’architettura e con la storia, dando forma a interventi in cui innovazione e contesto si rafforzano reciprocamente.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>100 Anni di Canobbio Textile Architecture: Un Secolo di storia e Innovazione</title>
		<link>https://www.canobbio.com/100-anni-di-storia-e-innovazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 14:00:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tensostrutture]]></category>
		<category><![CDATA[ETFE]]></category>
		<category><![CDATA[Strutture per eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Strutture pressostatiche]]></category>
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					<description><![CDATA[Cento anni non sono semplicemente una data sul calendario. Nel mondo dell&#8217;industria, rappresentano una misura di capacità di adattamento e visione profonda. Per Canobbio, avvicinarsi al traguardo del centenario significa guardare indietro a un percorso iniziato nel 1926, quando Federico Canobbio pose le prime basi di quella che sarebbe diventata un&#8217;eccellenza dell&#8217;industria italiana. Celebrare questo&#8230;&#160;<a href="https://www.canobbio.com/100-anni-di-storia-e-innovazione/" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">100 Anni di Canobbio Textile Architecture: Un Secolo di storia e Innovazione</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Cento anni</strong> non sono semplicemente una data sul calendario. Nel mondo dell&#8217;industria, rappresentano una misura di capacità di adattamento e visione profonda. Per Canobbio, avvicinarsi al traguardo del centenario significa guardare indietro a un percorso iniziato <strong>nel 1926</strong>, quando <strong>Federico Canobbio</strong> pose le prime basi di quella che sarebbe diventata un&#8217;eccellenza dell&#8217;industria italiana.</p>
<p>Celebrare questo anniversario significa <strong>ripercorrere la storia di un&#8217;azienda familiare</strong> che ha saputo trasformare la materia tessile in architettura, mantenendo intatto quello spirito pionieristico che ha permesso di trasformare semplici tessuti in opere d&#8217;arte strutturale.</p>
<h2>100 anni di storia e innovazione</h2>
<p>La storia di Canobbio è l&#8217;esempio perfetto di come il &#8220;saper fare&#8221; italiano possa evolversi senza perdere la propria identità.</p>
<p>Tutto iniziò con teli per agricoltura e selleria, prodotti essenziali per l&#8217;epoca. Tuttavia, la vera svolta arrivò <strong>negli anni &#8217;50</strong>, quando la seconda generazione—<strong>guidata da Giuseppe e Francesco Canobbio</strong>—ebbe l&#8217;intuizione di investire sul tessile. Fu in quel periodo, nello stabilimento di Castelnuovo Scrivia, che nacque il primo telone da circo &#8220;leggero&#8221;. Quella che oggi sembra una soluzione scontata, all&#8217;epoca fu una rivoluzione tecnologica che richiese coraggio e sperimentazione sui materiali.</p>
<p>Da quel momento, il percorso è stato segnato da una costante ricerca. Dalla canapa e cotone si è passati ai tessuti sintetici, fino all&#8217;introduzione delle saldature ad alta frequenza e all&#8217;uso di materiali avanzati come l&#8217;<strong>ETFE.</strong></p>
<p>Negli <strong>anni &#8217;90</strong>, l&#8217;azienda ha smesso di produrre semplici &#8220;coperture&#8221; per entrare a pieno titolo nel mondo dell&#8217;architettura tessile, collaborando con architetti di fama mondiale per progetti iconici come il Bigo di Genova o le coperture per <strong>l&#8217;Expo</strong>.</p>
<h2>Tradizione e innovazione: un dialogo continuo</h2>
<p>Il segreto di Canobbio risiede nella capacità di unire tradizione e innovazione.</p>
<p>La <strong>tradizione</strong> è rappresentata dalla profonda conoscenza dei materiali, dalla cura del dettaglio, dalla ricerca della qualità e dalla capacità di ascoltare le esigenze dei progettisti, valori tramandati attraverso le quattro generazioni della famiglia. <strong>L&#8217;innovazione</strong>, invece, è la spinta che ha portato alla nascita di Canobbio Textile Engineering nel 2014, una realtà strutturata per rispondere alle sfide progettuali più complesse su scala globale.</p>
<p>Questo approccio ha permesso all&#8217;azienda di rimanere competitiva per 100 anni, anticipando spesso le tendenze del mercato. Dalle tensostrutture sportive alle facciate tessili bioclimatiche, ogni progetto racchiude un secolo di esperienza tecnica.</p>
<h2>Un legame indissolubile con il territorio e le persone</h2>
<p>Nessuna azienda raggiunge il secolo di vita da sola. La longevità di <strong>Canobbio</strong> è frutto di un legame profondo con il proprio territorio e con le persone. È una storia fatta di team e collaboratori che hanno condiviso la visione aziendale, di partner tecnici che hanno stimolato nuove soluzioni e di clienti che hanno affidato a Canobbio le loro sfide più grandi.</p>
<p><strong>L&#8217;essenza familiare dell&#8217;azienda</strong> ha garantito una continuità di valori rara nel panorama odierno: serietà, trasparenza e una gestione che guarda al lungo periodo. Questo approccio umano e consulenziale è ciò che trasforma i clienti in partner storici.</p>
<h2>Verso il futuro delle coperture tessili</h2>
<p>Arrivare a<strong> 100 anni</strong> di attività non è un punto di arrivo, ma una nuova partenza. Oggi Canobbio guarda al futuro con la stessa curiosità del 1926, ma con strumenti molto più sofisticati. La nostra missione resta quella di esplorare nuove frontiere. La sfida ora si sposta sulla sostenibilità, sull&#8217;uso di materiali riciclabili e su strutture sempre più performanti dal punto di vista energetico.</p>
<p>La solidità acquisita in un secolo di storia è la base su cui costruire il futuro della leggerezza. Continueremo a progettare e realizzare coperture che proteggono e ispirano, portando l&#8217;eccellenza italiana in tutto il mondo.<br />
Grazie a tutti coloro che hanno fatto parte di questo primo, straordinario secolo di storia.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>ETFE e PTFE: due materiali differenti</title>
		<link>https://www.canobbio.com/etfe-e-ptfe-due-materiali-differenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Jul 2023 13:38:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ETFE]]></category>
		<category><![CDATA[PTFE]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.canobbio.com/?p=10201</guid>

					<description><![CDATA[ETFE e PTFE sono due materiali sempre più utilizzati nella realizzazione delle coperture di edifici, strutture sportive, facciate, aree archeologiche e molto altro. A volte vengono erroneamente confusi e scambiati tra di loro, o addirittura considerati la stessa cosa dai non addetti ai lavori, ma in realtà si tratta di due materiali molto simili ma&#8230;&#160;<a href="https://www.canobbio.com/etfe-e-ptfe-due-materiali-differenti/" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">ETFE e PTFE: due materiali differenti</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>ETFE e PTFE</strong> sono due materiali sempre più utilizzati nella <strong>realizzazione delle coperture di edifici, strutture sportive, facciate, aree archeologiche</strong> e molto altro.</p>
<p>A volte vengono erroneamente confusi e scambiati tra di loro, o addirittura considerati la stessa cosa dai non addetti ai lavori, ma in realtà si tratta di due materiali molto simili ma composti da<strong> due tipologie di polimeri diversi</strong>, ognuna con le proprie <strong>caratteristiche specifiche</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h1><strong>Quali sono le differenze tra ETFE e PTFE?</strong></h1>
<p>La <strong>principale differenza tra ETFE e PTFE</strong> risiede nella <strong>composizione chimica</strong>.</p>
<p><strong>ETFE</strong> è l’acronimo di <strong>Etilene-Tetrafluoro-Etilene</strong>, un polimero termoplastico contenente atomi di fluoro, che grazie al loro <strong>legame eccezionalmente resistente</strong>, danno vita ad un <strong>materiale plastico trasparente in grado di sopportare alti livelli di sollecitazioni termiche ed aggressioni chimiche</strong>.</p>
<p>Il materiale del film<strong> ETFE</strong> è formato direttamente dal materiale ed è dotato di una <strong>buona durata, facilità di pulizia e stabilità</strong>. Essendo un film non presenta un&#8217;anima in tessuto ed è <strong>attualmente il più avanzato al mondo</strong>.</p>
<p>Il <strong>PTFE</strong>, acronimo di <strong>Poli-Tetrafluoro-Etilene</strong>, è un materiale chimicamente inerte che <strong>utilizza la fibra di vetro</strong> come materiale di base per formare una membrana.  Anche il <strong>PTFE</strong> è caratterizzato da un&#8217;<strong>eccellente durata, resistenza meccanica, flessibilità e facilità di pulizia.</strong></p>
<p>L&#8217;<strong>ETFE è resistente ad un range di temperature che va dai &#8211; 70 ℃ ai 220 ℃</strong>, mentre il <strong>PTFE</strong> ha un range leggermente più elevato, <strong>compreso tra -80°C  e 260°C</strong>.</p>
<p>Le due <strong>resistenze chimiche ed alla corrosione del materiale</strong> sono molto simili, così come quella agli <strong>agenti atmosferici</strong>, mentre la resistenza dell&#8217;ETFE allo scorrimento e alla compressione sono migliori rispetto a quella del PTFE.</p>
<p>Entrambi i materiali sono caratterizzati da <strong>leggerezza e capacità di assorbire grandi quantità di luce infrarossa</strong>, una qualità che può essere sfruttata per <strong>migliorare il consumo energetico di un edificio</strong>. Inoltre,<strong> sia ETFE che PTFE risultano essere</strong> <strong>immuni ai raggi ultravioletti, all&#8217;inquinamento e ad altri agenti atmosferici ambientali</strong>, inclusi gli spruzzi marini, e dunque si contraddistinguono per la loro <strong>lunga durata</strong>.</p>
<p>I materiali sono stati <strong>ampiamente studiati e testati</strong> in ambienti di laboratorio e sul campo, arrivando alla conclusione che <strong>non si è verificata alcuna perdita di resistenza o scolorimento delle copertura in ETFE e in PTFE</strong> nel tempo.</p>
<p>Tra i <strong>vantaggi dell&#8217;ETFE </strong>troviamo la sua<strong> elevata trasparenza</strong>: può trasmettere fino al <strong>95% della luce esterna</strong> ed è stato scelto per progetti come s<strong>tadi con superfici erbose</strong>, dove la luce naturale a spettro completo e la trasmissione della luminosità sono <strong>essenziali per sostenere la crescita delle piante</strong>.</p>
<p>Il film <strong>ETFE</strong> ha una <strong>maggiore trasmissione della luce e una migliore resistenza chimica</strong> rispetto al film <strong>PTFE</strong>, insieme ad una <strong>forte resistenza all&#8217;invecchiamento naturale.</strong></p>
<p>Per contro, poiché il <strong>film ETFE è formato direttamente dalla plastica senza un substrato</strong>, la sua <strong>resistenza alla trazione e allo strappo</strong> non raggiungono i livelli di quelle del film PTFE.</p>
<div class="neln">
<div class="nexiang">
<p>Per quanto riguarda le <strong>prestazioni ignifughe</strong> della membrana ETFE e della membrana PTFE, entrambe possono raggiungere il livello B1, ovvero quello di <strong>materiali totalmente ignifughi.</strong></p>
<p>E&#8217; chiaro, dunque, che pur trattandosi di due materiali simili, ETFE e PTFE presentano anche importanti differenze da considerare prima della progettazione e dell&#8217;installazione di una copertura.</p>
<p>Grazie alla propria esperienza in tutto il mondo, <a href="https://www.canobbio.com/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Canobbio Textile</strong></a> ha progettato e realizzato <strong>numerose coperture sia in <a href="https://www.canobbio.com/etfe/" target="_blank" rel="noopener">ETFE</a> che in <a href="https://www.canobbio.com/ptfe-proprieta-e-utilizzi/" target="_blank" rel="noopener">PTFE</a></strong>, sfruttando al massimo i <strong>vantaggi di questi due materiali in base alle necessità</strong>.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-10212 size-full" src="https://www.canobbio.com/wp-content/uploads/2023/05/Hagar-Qim-1-1200x800-1.jpg" alt="etfe-ptfe" width="1200" height="800" title="Hagar Qim 1 1200x800 1"></p>
</div>
</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;uso dell&#8217;ETFE nell&#8217;architettura edile</title>
		<link>https://www.canobbio.com/uso-etfe-architettura-edile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Apr 2022 09:39:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ETFE]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.canobbio.com/?p=8067</guid>

					<description><![CDATA[Il cosiddetto ETFE è ormai diventato uno dei materiali più apprezzati dagli architetti di tutto il mondo e sta trovando sempre più applicazioni in edilizia. ETFE è l&#8217;acronimo di Etilene-Tetrafluoro Etilene, un polimero termoplastico contenente atomi di fluoro, che grazie al loro legame eccezionalmente resistente, danno vita ad un materiale plastico trasparente in grado di&#8230;&#160;<a href="https://www.canobbio.com/uso-etfe-architettura-edile/" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">L&#8217;uso dell&#8217;ETFE nell&#8217;architettura edile</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il cosiddetto <strong>ETFE</strong> è ormai diventato uno dei <strong>materiali più apprezzati dagli architetti</strong> di tutto il mondo e sta trovando <strong>sempre più applicazioni in edilizia</strong>.</p>
<p>ETFE è l&#8217;acronimo di <strong>Etilene-Tetrafluoro Etilene</strong>, un polimero termoplastico contenente atomi di fluoro, che grazie al loro <strong>legame eccezionalmente resistente</strong>, danno vita ad un <strong>materiale plastico trasparente in grado di sopportare alti livelli di sollecitazioni termiche ed aggressioni chimiche</strong>.</p>
<p>L&#8217;EFTE viene utilizzato nei <strong>pannelli per tensostrutture o cuscini pneumatici che rivestono gli edifici architettonici</strong>, generalmente inserito in una struttura leggera in alluminio.</p>
<p>La fase di costruzione dell&#8217;EFTE prevede l’<strong>assemblaggio di più strati sovrapposti</strong> saldati insieme: un sistema che ricrea una vera e propria camera d’aria in grado di <strong>controllare il grado di permeabilità alla luce e il calore dei singoli elementi</strong>, influendo sul livello d’isolamento dell’involucro e sulle relative prestazioni energetiche.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-8072 size-full" src="https://www.canobbio.com/wp-content/uploads/2022/04/etfe.jpg" alt="etfe" width="930" height="620" title="etfe"></p>
<h3><strong>La storia dell&#8217;ETFE</strong></h3>
<p>L&#8217;ETFE fu scoperto dal chimico americano <strong>Roy Plunkett</strong> <strong>negli anni &#8217;40 </strong>all’interno di una bombola di tetrafluoroetene occlusasi a seguito di un errore.</p>
<p>La prima applicazione a cui si pensò in quel periodo fu nel <strong>settore militare</strong>, finchè nei primi anni &#8217;80, uno studente d’ingegneria meccanica di Brema, <strong>Stefan Lehnert</strong>, appassionato velista, <strong>ricercando nuovo tecnologie per la vela</strong>, trovò nell’ETFE <strong>incredibili potenzialità adatte all’industria delle costruzioni</strong>.</p>
<p>Nel <strong>1982</strong> venne costruito il primo edificio composto da ETFE : la <strong>“Mangrove House”</strong>, un grande padiglione destinata allo Zoo olandese di Arnhem, sebbene il progetto che rese davvero famoso questo materiale fu l&#8217;”<strong>Eden Project</strong>”, un&#8217;enorme serra geodetica costruita in Cornovaglia nel 1996, considerato uno dei <strong>migliori risultati dell’integrazione tra l’architettura sostenibile ed il recupero ambientale</strong>.</p>
<h3><strong>Le caratteristiche dell&#8217;ETFE</strong></h3>
<ul>
<li>La caratteristica principale che ha incuriosito i progettisti e li ha spinti ad utilizzare l&#8217;ETFE in architettura è senza dubbio la sua <strong>leggerezza (350 g/mq)</strong>. Il peso ridotto fa sì che le strutture realizzate con questo materiale siano preferibili dal punto di vista progettuale, inoltre <strong>i costi di trasporto e montaggio sono molto più bassi</strong>.</li>
<li>Un&#8217;altra rilevante caratteristica dell&#8217;ETFE è la sua <strong>resistenza termica.</strong> La composizione chimica estremamente forte porta ad una <strong>capacità di resistenza intorno ai 170° </strong>senza alterarne le proprietà fisiche: <strong>l&#8217;ETFE è </strong><strong>ignifugo e autoestinguente</strong> grazie alla presenza del fluoro.</li>
<li>Altra caratteristica sorprendente di questo materiale è la sua <strong>capacità di resistere all’attacco dei raggi UV</strong>. Mentre le altre plastiche che si utilizzano solitamente per sostituire il vetro tendono dopo un po’ ad ingiallire, l<strong>’ETFE</strong> <strong>non ingiallisce</strong> e con le dovute manutenzioni <strong>può durare anche 40 anni</strong>. Come se non bastasse, quando il suo ciclo di utilizzo è terminato, la membrana viene fusa e riutilizzata ottenendo cosi una percentuale di <strong>riciclaggio del 100%.</strong></li>
<li>L&#8217;ETFE è anche un <strong>ottimo isolante termico</strong>, motivo per cui, quando viene utilizzato si osserva un importante abbassamento dei costi energetici per al mantenimento delle strutture.</li>
</ul>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-8076 size-full" src="https://www.canobbio.com/wp-content/uploads/2022/04/etfe-villa-adriana.jpg" alt="etfe-villa-adriana" width="930" height="620" title="etfe villa adriana"></p>
<p>La <a href="https://www.canobbio.com/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Canobbio Textile</strong></a> ha realizzato <strong>numerosi <a href="https://www.canobbio.com/etfe/" target="_blank" rel="noopener">progetti architettonici in ETFE</a></strong>, tra cui il <strong><a href="https://www.canobbio.com/portfolio/ospedale-san-raffaele/" target="_blank" rel="noopener">lucernaio dell&#8217;ospedale San Raffaele</a> di Milano</strong> ed il <strong><a href="https://www.canobbio.com/portfolio/korce-albania/" target="_blank" rel="noopener">Korce Sport Center</a> in Albania</strong>, per citare alcuni tra i più prestigiosi esempi.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
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