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	<title>Canobbio</title>
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	<description>Textile Engineering - Tensostrutture</description>
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	<title>Canobbio</title>
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	<item>
		<title>Progetti iconici e architettura tessile: quando una tensostruttura diventa un landmark</title>
		<link>https://www.canobbio.com/progetti-iconici-e-architettura-tessile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diletta Garbero]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 08:00:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ETFE]]></category>
		<category><![CDATA[Facciate tessili]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti iconici]]></category>
		<category><![CDATA[Tensostrutture]]></category>
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					<description><![CDATA[Progetti iconici e architettura tessile Alcune architetture smettono di essere semplici coperture e diventano punti di riferimento nel paesaggio urbano. Nel campo dell&#8217;architettura tessile, questo accade quando forma, luce e tecnologia lavorano insieme per creare qualcosa di riconoscibile, senza rinunciare alle prestazioni. Ma cosa distingue davvero i progetti iconici dalle altre tensostrutture? E perché la&#8230;&#160;<a href="https://www.canobbio.com/progetti-iconici-e-architettura-tessile/" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">Progetti iconici e architettura tessile: quando una tensostruttura diventa un landmark</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Progetti iconici e architettura tessile</h3>
<p>Alcune architetture smettono di essere semplici coperture e diventano punti di riferimento nel paesaggio urbano. Nel campo dell&#8217;architettura tessile, questo accade quando forma, luce e tecnologia lavorano insieme per creare qualcosa di riconoscibile, senza rinunciare alle prestazioni. Ma cosa distingue davvero i progetti iconici dalle altre tensostrutture? E perché la membrana tessile è spesso il materiale che rende possibile questo salto?</p>
<h3>I progetti iconici non nascono per esserlo</h3>
<p>I progetti iconici non nascono con l&#8217;obiettivo di diventarlo. Nascono per rispondere a un&#8217;esigenza concreta: coprire uno spazio, accogliere persone, valorizzare un luogo o creare una nuova funzione. Ciò che li rende iconici è la capacità di andare oltre la funzione, dialogando con il contesto fino a entrare nell&#8217;identità di un territorio.</p>
<p>Una tensostruttura iconica è, prima di tutto, una struttura che funziona: dimensionata con calcoli specifici, progettata per resistere a vento, neve e sollecitazioni ambientali, pensata per durare nel tempo. È su queste basi tecniche che l&#8217;architettura tessile può poi costruire il proprio valore simbolico.</p>
<h3>Tre elementi che trasformano una copertura in landmark</h3>
<p>Nell&#8217;esperienza di chi progetta coperture tessili da decenni, tre fattori ricorrono quasi sempre quando una struttura diventa un riferimento visivo.</p>
<p>1. <strong>La forma</strong><br />
Nelle tensostrutture, la forma nasce dall&#8217;equilibrio tra estetica e comportamento strutturale. Le superfici curve non sono solo una scelta estetica: sono efficienza strutturale, perché è la geometria a distribuire le tensioni. Una geometria chiara e riconoscibile può trasformare una copertura in un segno architettonico distintivo.</p>
<p>2.<strong> La luce</strong><br />
La luce naturale, filtrata o diffusa attraverso le membrane architettoniche, cambia la percezione dello spazio durante il giorno e può trasformare la struttura in una superficie luminosa nelle ore serali. È uno degli effetti più caratteristici dell&#8217;architettura tessile: la membrana diventa parte attiva dell&#8217;esperienza dello spazio.</p>
<p>3. <strong>La riconoscibilità urbana</strong><br />
Quando una struttura dialoga con il contesto e diventa parte dell&#8217;identità di un luogo, smette di essere solo un elemento funzionale e si trasforma in riferimento visivo per la città. In molti casi è proprio la leggerezza dell&#8217;architettura tessile a rendere possibile questo equilibrio tra tecnica e identità.</p>
<h3>I progetti iconici firmati Canobbio</h3>
<p>L&#8217;esperienza su progetti di grande scala mostra quanto sia ampio il campo di applicazione delle tensostrutture iconiche:<br />
&#8211; La Nuvola di Fuksas<br />
&#8211; &#8220;La Vela&#8221; Unipol<br />
&#8211; Splash &amp; Spa Tamaro<br />
&#8211; Tubaloon, Kongsberg Jazz Festival<br />
&#8211; Climate Ribbon, Miami.</p>
<p>Progetti diversi per funzione e contesto, ma accomunati dallo stesso approccio: progettazione su misura, design strutturale e produzione Made in Italy con controllo diretto di ogni fase.</p>
<h3>Dalla complessità tecnica a un&#8217;esperienza memorabile</h3>
<p>Molte grandi coperture trasmettono una sensazione di leggerezza e naturalezza. Ma quella semplicità visiva è quasi sempre il risultato di un processo progettuale complesso: studio delle tensioni e dei carichi, analisi del comportamento della membrana, progettazione dei dettagli di connessione, coordinamento tra progettazione, produzione e installazione.</p>
<p>L&#8217;obiettivo finale, però, non è mostrare la complessità tecnica, ma trasformarla in uno spazio che appaia fluido, leggero e naturale da vivere. È in questo passaggio dalla soluzione tecnica all&#8217;esperienza architettonica che nasce un progetto iconico.</p>
<h3>Progettare la prossima icona</h3>
<p>Un progetto di successo non deve solo funzionare bene: può anche lasciare un segno nel tempo. Che si tratti di un centro congressi, di una facciata tessile, di una copertura sportiva o di uno spazio pubblico, l&#8217;architettura tessile offre gli strumenti per unire funzione, tecnica e identità.</p>
<p><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f4e9.png" alt="📩" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Hai in mente un progetto che vuoi rendere riconoscibile? Possiamo aiutarti a trasformare le tue esigenze in una soluzione coerente, a partire da un confronto tecnico.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La Nuvola di Fuksas: come una tensostruttura diventa un&#8217;icona di architettura tessile</title>
		<link>https://www.canobbio.com/la-nuvola-di-fuksas-come-una-tensostruttura-diventa-unicona-di-architettura-tessile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diletta Garbero]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 07:49:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ETFE]]></category>
		<category><![CDATA[Facciate tessili]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti iconici]]></category>
		<category><![CDATA[Tensostrutture]]></category>
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					<description><![CDATA[La Nuvola di Fuksas: come una tensostruttura diventa un&#8217;icona di architettura tessile Nel panorama dell&#8217;architettura contemporanea italiana, pochi edifici sono riconoscibili quanto La Nuvola di Fuksas, il Centro Congressi dell&#8217;EUR a Roma progettato da Massimiliano Fuksas. Un&#8217;opera diventata simbolo della città e punto di riferimento internazionale per il mondo degli eventi e dei congressi, in&#8230;&#160;<a href="https://www.canobbio.com/la-nuvola-di-fuksas-come-una-tensostruttura-diventa-unicona-di-architettura-tessile/" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">La Nuvola di Fuksas: come una tensostruttura diventa un&#8217;icona di architettura tessile</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>La Nuvola di Fuksas: come una tensostruttura diventa un&#8217;icona di architettura tessile</h3>
<p>Nel panorama dell&#8217;architettura contemporanea italiana, pochi edifici sono riconoscibili quanto <a href="https://www.canobbio.com/portfolio/la-nuvola-di-fuksas/"><strong>La Nuvola di Fuksas</strong></a>, il Centro Congressi dell&#8217;EUR a Roma progettato da Massimiliano Fuksas. Un&#8217;opera diventata simbolo della città e punto di riferimento internazionale per il mondo degli eventi e dei congressi, in cui l&#8217;architettura tessile raggiunge una delle sue espressioni più ambiziose.</p>
<h3>Un progetto iconico nato dalla ricerca sulla membrana</h3>
<p><strong>La forza della Nuvola sta in un paradosso:</strong> dietro la sua leggerezza e la sua apparente semplicità si nasconde un lavoro ingegneristico estremamente articolato. La &#8220;nuvola&#8221; sospesa all&#8217;interno del grande involucro vetrato non è un elemento decorativo, ma una vera e propria tensostruttura in cui la membrana lavora in tensione insieme all&#8217;ossatura portante di cavi e nervature in acciaio.</p>
<p>Il cuore dell&#8217;intervento è stato lo studio della membrana in fibra di vetro e silicone: un materiale ad alte prestazioni scelto per coniugare resistenza, durabilità e trasmissione luminosa. Trovare la membrana &#8220;perfetta&#8221;, capace di seguire la geometria libera e irregolare disegnata da Fuksas, ha richiesto mesi di ricerca, test e perfezionamento in laboratorio.</p>
<h3>Il contributo di Canobbio: numeri di un&#8217;opera fuori scala</h3>
<p>Il lavoro sviluppato per La Nuvola di Fuksas racconta bene cosa significhi realizzare una copertura tessile su scala monumentale. In sintesi, l&#8217;intervento ha richiesto:<br />
&#8211; oltre 15.000 mq di membrana confezionata e cucita;<br />
&#8211; circa 8.000 ore di lavoro delle cucitrici specializzate;<br />
&#8211; chilometri di profili in alluminio curvati su misura, per seguire la geometria unica della struttura;<br />
&#8211; più di 26.000 dettagli di fissaggio tra profili e pannelli;<br />
&#8211; quasi un anno dedicato all&#8217;installazione degli accessori metallici e alla supervisione del montaggio dei primi pannelli.</p>
<p>Ogni fase, dalla progettazione all&#8217;installazione, è stata gestita internamente, con il controllo diretto della qualità che caratterizza la produzione Made in Italy dell&#8217;azienda.</p>
<h3>Perché la membrana tessile era la scelta giusta</h3>
<p>In un edificio come il Centro Congressi dell&#8217;EUR, la scelta dell&#8217;architettura tessile non è solo estetica. La membrana permette di coprire grandi superfici mantenendo un peso ridotto rispetto ai sistemi tradizionali, distribuendo le tensioni in modo uniforme e alleggerendo i carichi trasmessi alla struttura portante.</p>
<p>C&#8217;è poi il tema della luce. La superficie traslucida della Nuvola filtra e diffonde la luce naturale, trasformando la percezione dello spazio interno durante il giorno e restituendo, nelle ore serali, l&#8217;immagine di un volume luminoso sospeso. <strong>È proprio questa capacità di far dialogare forma, luce e tecnologia a distinguere una tensostruttura ordinaria da un progetto destinato a diventare un landmark.</strong></p>
<h3>L&#8217;ingegneria dietro la leggerezza</h3>
<p>Intervenire su un&#8217;opera di questa complessità significa lavorare all&#8217;equilibrio tra materiale, forma e sistema di tensionamento. La geometria irregolare della Nuvola imponeva che ogni pannello, ogni profilo curvato e ogni punto di fissaggio fosse studiato in relazione al comportamento dell&#8217;intero sistema sotto i carichi di esercizio.</p>
<p><strong>È qui che l&#8217;esperienza costruita progetto dopo progetto fa la differenza:</strong> conoscere il comportamento reale dei materiali, prevedere le sollecitazioni e coordinare progettazione, produzione e installazione in un unico processo integrato. Nelle coperture tessili di grande luce, anche un dettaglio apparentemente marginale può incidere sul risultato finale.</p>
<h3>Da soluzione tecnica a esperienza architettonica</h3>
<p>Ciò che rende La Nuvola di Fuksas un progetto iconico non è la sola dimensione ingegneristica, ma la capacità di trasformare una soluzione tecnica in un&#8217;esperienza architettonica riconoscibile e memorabile. La struttura dialoga con il razionalismo dell&#8217;EUR e con l&#8217;identità di Roma, diventando parte del paesaggio urbano e della sua narrazione.</p>
<p>Per Canobbio, aver partecipato a questa realizzazione conferma una convinzione che guida ogni progetto di tensostrutture e architettura tessile: una copertura di qualità non deve solo funzionare bene nel tempo, ma può contribuire a definire l&#8217;identità di un luogo.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Proteggere un sito archeologico attraverso un’architettura leggera: tensostruttura di Caposoprano</title>
		<link>https://www.canobbio.com/proteggere-un-sito-archeologico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diletta Garbero]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 08:00:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Progetti iconici]]></category>
		<category><![CDATA[PTFE]]></category>
		<category><![CDATA[Tensostrutture]]></category>
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					<description><![CDATA[Proteggere un sito archeologico attraverso un’architettura leggera Nel sito archeologico di Caposoprano, a Gela, abbiamo contribuito alla realizzazione della copertura in PTFE progettata per proteggere le storiche mura timoleontee, una delle più importanti testimonianze del sistema difensivo dell’antica città greca fondata nel 689 a.C. L’intervento riguarda una tensostruttura di circa 2.000 mq, sviluppata su progetto&#8230;&#160;<a href="https://www.canobbio.com/proteggere-un-sito-archeologico/" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">Proteggere un sito archeologico attraverso un’architettura leggera: tensostruttura di Caposoprano</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Proteggere un sito archeologico attraverso un’architettura leggera</h3>
<p>Nel sito archeologico di Caposoprano, a Gela, abbiamo contribuito alla realizzazione della copertura in PTFE progettata per proteggere le storiche mura timoleontee, una delle più importanti testimonianze del sistema difensivo dell’antica città greca fondata nel 689 a.C.</p>
<p>L’intervento riguarda una tensostruttura di circa 2.000 mq, sviluppata su progetto dell’Ing. Fortunato Motta dell’Università di Catania, con progettazione della membrana affidata a Maffeis Engineering.</p>
<h3>Una copertura progettata per dialogare con il sito</h3>
<p>In contesti archeologici, una copertura deve proteggere senza alterare la percezione del luogo.</p>
<p>Per questo la struttura è stata sviluppata come un sistema modulare leggero composto da membrane a forma di sella in fibra di vetro rivestita in PTFE, materiale scelto per le sue elevate prestazioni di durabilità, resistenza e comportamento nel tempo.</p>
<p>Le membrane sono sostenute da telai antisismici in acciaio Cor-Ten, una lega ad alta resistenza progettata per garantire durabilità anche in ambienti particolarmente esposti agli agenti atmosferici.</p>
<p>La leggerezza della struttura consente di preservare la leggibilità del sito archeologico, mantenendo il rapporto visivo tra le mura, il paesaggio e la luce naturale.</p>
<h3>Il contributo di Canobbio Textile Engineering</h3>
<p>Per questo progetto abbiamo seguito:<br />
&#8211; supporto allo sviluppo della membrana<br />
&#8211; confezione delle membrane in PTFE<br />
&#8211; fornitura dei sistemi di fissaggio e tensionamento<br />
&#8211; coordinamento della fase di installazione</p>
<p>La membrana è stata realizzata attraverso speciali sistemi di saldatura a barre riscaldanti, utilizzati per lavorare materiali ad alte prestazioni come il PTFE.</p>
<h3>Tecnica, conservazione e memoria storica</h3>
<p>Intervenire in un’area archeologica significa confrontarsi con un equilibrio delicato tra protezione, conservazione e rispetto del contesto storico.</p>
<p>In questo progetto, architettura tessile e ingegneria hanno lavorato insieme per creare una copertura capace di proteggere il sito senza appesantirne la percezione, contribuendo alla valorizzazione di un patrimonio archeologico di grande importanza storica.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Architettura tessile nelle aree archeologiche: proteggere senza alterare il contesto</title>
		<link>https://www.canobbio.com/architettura-tessile-nelle-aree-archeologiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diletta Garbero]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 08:00:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Non categorizzato]]></category>
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					<description><![CDATA[Architettura tessile nelle aree archeologiche Nelle aree archeologiche, ogni intervento richiede un equilibrio delicato tra protezione, conservazione e rispetto della memoria storica del luogo. Una copertura non serve soltanto a proteggere reperti e strutture dagli agenti atmosferici. Può diventare uno strumento per valorizzare il sito, migliorarne la fruizione e contribuire alla sua conservazione nel tempo.&#8230;&#160;<a href="https://www.canobbio.com/architettura-tessile-nelle-aree-archeologiche/" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">Architettura tessile nelle aree archeologiche: proteggere senza alterare il contesto</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Architettura tessile nelle aree archeologiche</h3>
<p>Nelle aree archeologiche, ogni intervento richiede un equilibrio delicato tra protezione, conservazione e rispetto della memoria storica del luogo.</p>
<p>Una copertura non serve soltanto a proteggere reperti e strutture dagli agenti atmosferici.<br />
Può diventare uno strumento per valorizzare il sito, migliorarne la fruizione e contribuire alla sua conservazione nel tempo.</p>
<p>In questi contesti, l’architettura tessile offre soluzioni particolarmente adatte grazie alla sua leggerezza strutturale e al ridotto impatto visivo.</p>
<p>Proteggere mantenendo leggibile il sito</p>
<p>Le strutture tessili vengono utilizzate in ambito archeologico per diverse applicazioni:<br />
&#8211; protezione di scavi e reperti<br />
&#8211; copertura di percorsi e aree di visita<br />
&#8211; spazi per attività culturali e didattiche<br />
&#8211; aree di accoglienza per i visitatori<br />
&#8211; coperture temporanee durante restauri o campagne di ricerca</p>
<p>L’obiettivo non è mai “coprire” il sito in senso tradizionale, ma creare un sistema di protezione capace di dialogare con il contesto senza alterarne la percezione.</p>
<h3>Il ruolo della luce naturale</h3>
<p>Nelle aree archeologiche, la luce è parte integrante dell’esperienza dello spazio.</p>
<p>Le membrane tecniche consentono di filtrare e diffondere la luce naturale, contribuendo a creare condizioni più controllate sia per la conservazione dei reperti sia per la fruizione del sito da parte dei visitatori.</p>
<p>A differenza di sistemi più rigidi o invasivi, l’architettura tessile permette di mantenere una percezione più aperta e continua dello spazio archeologico, evitando di separare il visitatore dal contesto originario.</p>
<h3>Un equilibrio tra tecnica e conservazione</h3>
<p>Ogni progetto in ambito archeologico richiede uno studio specifico.</p>
<p>Vincoli storici, comportamento strutturale, integrazione con il sito, reversibilità dell’intervento e gestione delle condizioni ambientali devono convivere in equilibrio.</p>
<p>Per questo le coperture tessili vengono progettate caso per caso, adattando forma, materiali e sistemi strutturali alle esigenze del luogo e alle caratteristiche del patrimonio da proteggere.</p>
<p>Dialogare con la storia attraverso strutture leggere</p>
<p>Intervenire in un’area archeologica significa confrontarsi con un contesto che possiede già una forte identità storica e culturale.</p>
<p>In questi casi, l’architettura tessile permette di introdurre sistemi contemporanei capaci di proteggere e valorizzare il sito senza sovrapporsi visivamente alla sua memoria.</p>
<p>La leggerezza strutturale, la trasparenza e la reversibilità diventano così strumenti progettuali per costruire un dialogo rispettoso tra passato e presente.</p>
<p>Stai sviluppando un progetto in ambito culturale o archeologico? Possiamo aiutarti a definire la soluzione più adatta al tuo contesto progettuale.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Centro Commerciale MareMonti: l’arredo urbano diventa parte dell’esperienza</title>
		<link>https://www.canobbio.com/centro-commerciale-maremonti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diletta Garbero]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 08:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ombreggianti]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti iconici]]></category>
		<category><![CDATA[Strutture per eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Tensostrutture]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.canobbio.com/?p=11947</guid>

					<description><![CDATA[Centro Commerciale MareMonti Nel progetto di riqualificazione del Centro Commerciale MareMonti, a Marina di Massa, l’obiettivo era trasformare uno spazio funzionale in un ambiente capace di dialogare con il territorio e migliorare l’esperienza delle persone che lo attraversano ogni giorno. Per questo progetto di arredo urbano abbiamo realizzato e installato 20 tensostrutture complete di carpenteria,&#8230;&#160;<a href="https://www.canobbio.com/centro-commerciale-maremonti/" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">Centro Commerciale MareMonti: l’arredo urbano diventa parte dell’esperienza</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Centro Commerciale MareMonti</h3>
<p>Nel progetto di riqualificazione del Centro Commerciale MareMonti, a Marina di Massa, l’obiettivo era trasformare uno spazio funzionale in un ambiente capace di dialogare con il territorio e migliorare l’esperienza delle persone che lo attraversano ogni giorno.</p>
<p>Per questo progetto di arredo urbano abbiamo realizzato e installato 20 tensostrutture complete di carpenteria, per una superficie complessiva di circa 2.500 mq, su progetto architettonico dello studio milanese Traumfabrik.</p>
<h3>Un progetto ispirato al paesaggio</h3>
<p>Il concept progettuale nasce dall’osservazione del contesto naturale che circonda il complesso commerciale.</p>
<p>Le forme delle tensostrutture richiamano infatti due elementi che caratterizzano il territorio di Marina di Massa:<br />
&#8211; il movimento delle onde del mare<br />
&#8211; il profilo delle montagne sullo sfondo</p>
<p>Le membrane tessili, attraverso geometrie fluide e leggere, creano un sistema di coperture che non si limita a proteggere dal sole, ma contribuisce a costruire una nuova percezione dello spazio.</p>
<h3>Architettura tessile e spazio urbano</h3>
<p>Le tensostrutture sono state progettate con funzioni e configurazioni differenti, adattandosi alle varie esigenze dell’area commerciale.</p>
<p>Oltre alla protezione e all’ombreggiamento, il progetto lavora molto sulla componente percettiva:<br />
&#8211; giochi di luce e ombra<br />
&#8211; trasparenze<br />
&#8211; continuità visiva<br />
&#8211; nuove prospettive nello spazio pubblico</p>
<p>In questo caso, la copertura diventa parte integrante dell’arredo urbano e contribuisce a rendere l’area parcheggio uno spazio più accogliente e riconoscibile.</p>
<h3>Il contributo di Canobbio Textile Engineering</h3>
<p>Per il progetto MareMonti abbiamo seguito:<br />
&#8211; supporto alla progettazione della membrana<br />
&#8211; confezione delle membrane tessili<br />
&#8211; fornitura delle strutture in acciaio<br />
&#8211; sistemi di tensionamento<br />
&#8211; installazione in cantiere</p>
<p>La membrana è stata realizzata in PES/PVC, materiale scelto per garantire resistenza, flessibilità e durata nel tempo in un contesto esposto agli agenti atmosferici.</p>
<p>Interventi di questo tipo dimostrano come l’architettura tessile possa contribuire non solo alla funzionalità di uno spazio, ma anche alla sua identità urbana.</p>
<p>Le coperture leggere permettono di costruire ambienti più vivibili, riconoscibili e integrati con il paesaggio, trasformando anche un’area di servizio in un elemento capace di generare relazione tra architettura, luce e persone.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Arredo urbano e architettura tessile: progettare spazi pubblici più vivibili</title>
		<link>https://www.canobbio.com/arredo-urbano-e-architettura-tessile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diletta Garbero]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 07:06:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ETFE]]></category>
		<category><![CDATA[Ombreggianti]]></category>
		<category><![CDATA[Strutture per eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Tensostrutture]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.canobbio.com/?p=11941</guid>

					<description><![CDATA[Arredo urbano e architettura tessile Lo spazio pubblico non è fatto solo di edifici: percorsi, soste, aree di incontro e luoghi pensati per essere vissuti ogni giorno da persone con esigenze diverse. Oggi l’arredo urbano non riguarda più soltanto elementi funzionali come panchine, illuminazione o percorsi pedonali. Sempre più spesso coinvolge anche sistemi di copertura&#8230;&#160;<a href="https://www.canobbio.com/arredo-urbano-e-architettura-tessile/" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">Arredo urbano e architettura tessile: progettare spazi pubblici più vivibili</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Arredo urbano e architettura tessile</h3>
<p>Lo spazio pubblico non è fatto solo di edifici: percorsi, soste, aree di incontro e luoghi pensati per essere vissuti ogni giorno da persone con esigenze diverse.</p>
<p>Oggi l’arredo urbano non riguarda più soltanto elementi funzionali come panchine, illuminazione o percorsi pedonali. Sempre più spesso coinvolge anche sistemi di copertura e ombreggiamento capaci di migliorare comfort, fruibilità e qualità percettiva degli spazi.</p>
<p>In questo contesto, l’architettura tessile offre soluzioni leggere e flessibili in grado di integrarsi nel paesaggio urbano senza appesantirlo.</p>
<h3><strong>La leggerezza come elemento progettuale</strong></h3>
<p>Pensiline, aree di sosta, percorsi coperti e spazi pubblici possono essere trasformati attraverso strutture tessili progettate per dialogare con l’ambiente circostante.</p>
<p>La leggerezza delle membrane consente infatti di creare coperture di grandi dimensioni con un impatto visivo ridotto rispetto alle strutture tradizionali.<br />
Questo permette di mantenere maggiore continuità tra architettura, paesaggio e spazio pubblico.</p>
<p>L’obiettivo non è solo proteggere dal sole o dagli agenti atmosferici, ma contribuire a costruire luoghi più accoglienti e vivibili.</p>
<p>Comfort e qualità dello spazio urbano</p>
<p>Uno degli aspetti più interessanti delle coperture tessili è la gestione della luce naturale.</p>
<p>Le membrane tecniche permettono di filtrare e diffondere la luce, contribuendo a creare ambienti più equilibrati dal punto di vista visivo e termico. Questo aspetto diventa particolarmente importante negli spazi pubblici ad alta frequentazione, dove comfort e permanenza delle persone sono elementi centrali.</p>
<p>Le coperture possono inoltre contribuire a:<br />
&#8211; migliorare la fruibilità degli spazi durante tutto l’anno<br />
&#8211; creare aree di aggregazione più confortevoli<br />
&#8211; accompagnare i flussi pedonali<br />
&#8211; valorizzare percorsi e aree urbane esistenti</p>
<h3>Arredo urbano e spazi commerciali</h3>
<p>L’architettura tessile trova applicazione anche in contesti retail e commerciali, dove la qualità dello spazio influisce direttamente sull’esperienza dei visitatori.</p>
<p>Nei centri commerciali, le coperture possono essere utilizzate per:<br />
&#8211; ingressi e percorsi pedonali<br />
&#8211; aree ristoro e spazi outdoor<br />
&#8211; parcheggi e collegamenti tra edifici<br />
&#8211; piazze eventi e aree di aggregazione<br />
&#8211; lucernari e coperture traslucide</p>
<p>In questi contesti, la copertura non è soltanto un elemento tecnico.<br />
Diventa parte dell’identità stessa dello spazio commerciale, contribuendo a rendere gli ambienti più continui, riconoscibili e accoglienti.</p>
<h3>Architettura, funzione e relazione</h3>
<p>Negli interventi di arredo urbano, tecnica e design devono lavorare insieme.</p>
<p>Una struttura tessile ben progettata non serve soltanto a coprire uno spazio.<br />
Può creare relazione tra persone, architettura e città, migliorando il modo in cui un luogo viene percepito e vissuto.</p>
<p>Per questo ogni progetto richiede un approccio specifico, capace di tenere conto del contesto urbano, dei flussi, della luce, delle esigenze funzionali e dell’identità architettonica dello spazio.</p>
<p>Le strutture tessili rappresentano oggi uno strumento progettuale sempre più utilizzato per ripensare spazi pubblici, aree commerciali e contesti urbani contemporanei.</p>
<p>Stai sviluppando un progetto di spazio pubblico, arredo urbano o area commerciale? Possiamo aiutarti a definire la soluzione più adatta al tuo contesto progettuale.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La nuova copertura dello Scalo Romana: leggerezza e innovazione per la riqualificazione di un’area storica di Milano</title>
		<link>https://www.canobbio.com/la-nuova-copertura-dello-scalo-romana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diletta Garbero]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2026 11:00:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Strutture per eventi]]></category>
		<category><![CDATA[ETFE]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti iconici]]></category>
		<category><![CDATA[Strutture pressostatiche]]></category>
		<category><![CDATA[Tensostrutture]]></category>
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					<description><![CDATA[La nuova copertura dello Scalo Romana Nel contesto della riqualificazione della storica Stazione di Porta Romana, oggi Milano Scalo Romana, prende forma un intervento che unisce ingegneria avanzata e rispetto per l’esistente. Un progetto complesso, in cui la trasformazione di un’infrastruttura storica richiede soluzioni capaci di dialogare con la memoria del luogo, senza rinunciare all’innovazione.&#8230;&#160;<a href="https://www.canobbio.com/la-nuova-copertura-dello-scalo-romana/" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">La nuova copertura dello Scalo Romana: leggerezza e innovazione per la riqualificazione di un’area storica di Milano</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4>La nuova copertura dello Scalo Romana</h4>
<p>Nel contesto della riqualificazione della storica Stazione di Porta Romana, oggi Milano Scalo Romana, prende forma un intervento che unisce ingegneria avanzata e rispetto per l’esistente. Un progetto complesso, in cui la trasformazione di un’infrastruttura storica richiede soluzioni capaci di dialogare con la memoria del luogo, senza rinunciare all’innovazione.</p>
<p>All’interno di questo scenario, abbiamo contribuito alla realizzazione delle nuove coperture leggere, in collaborazione con Quadrio Costruzioni, General Contractor dell’intervento.</p>
<p><strong>Una copertura progettata su misura</strong></p>
<p>L’intervento ha previsto la progettazione, produzione e installazione di un sistema di copertura basato su cuscini pneumatici in ETFE serigrafati.</p>
<p>La scelta di questa tecnologia nasce dall’esigenza di garantire un’elevata trasmissione luminosa, evitando al tempo stesso di appesantire la struttura esistente con soluzioni tradizionali come il vetro.</p>
<p>L’intero sistema è stato sviluppato internamente, affrontando ogni fase del progetto:<br />
• definizione della geometria dei cuscini pneumatici<br />
• studio del comportamento strutturale e prestazionale<br />
• progettazione dei profili di fissaggio<br />
• sviluppo dei dettagli di connessione alla carpenteria esistente</p>
<p>Un approccio integrato che ha permesso di controllare ogni aspetto del sistema, dalla concezione fino alla realizzazione.</p>
<p><strong>Quando la luce diventa parte del progetto</strong></p>
<p>Uno degli elementi chiave dell’intervento è il ruolo della luce naturale.</p>
<p>La tecnologia a cuscino in ETFE consente infatti di ottenere una copertura leggera e semitrasparente, capace di diffondere la luce in modo uniforme negli spazi sottostanti.</p>
<p>La configurazione adottata prevede:<br />
• una membrana superiore in ETFE trasparente serigrafata<br />
• uno strato inferiore stabilizzato ad aria</p>
<p>Questa soluzione garantisce non solo elevate prestazioni luminose, ma anche il corretto funzionamento del sistema e la sua stabilità nel tempo.</p>
<p>La luce non è quindi un elemento secondario, ma diventa parte integrante del progetto, contribuendo al comfort visivo e alla qualità degli ambienti.</p>
<p><strong>Dalla progettazione al cantiere</strong></p>
<p>Oltre alla fase progettuale, abbiamo seguito direttamente anche l’installazione del sistema.</p>
<p>Questa fase è stata fondamentale per assicurare:<br />
• precisione esecutiva<br />
• corretto tensionamento dei cuscini pneumatici<br />
• perfetta integrazione con la struttura esistente</p>
<p>L’intervento su un contesto di riqualificazione richiede infatti un elevato livello di coordinamento, dove ogni dettaglio deve essere adattato alle condizioni reali del costruito.</p>
<p><strong>Equilibrio tra innovazione e memoria</strong></p>
<p>Intervenire su un’infrastruttura storica significa trovare un equilibrio tra innovazione tecnologica e rispetto dell’identità originaria.</p>
<p>La nuova copertura dello Scalo Romana nasce proprio da questa esigenza: introdurre un elemento contemporaneo, leggero e performante, senza alterare il valore del contesto esistente.</p>
<p>Il risultato è una struttura che unisce:<br />
• leggerezza<br />
• trasparenza<br />
• prestazioni tecniche elevate</p>
<p>Una soluzione capace di contribuire alla nuova identità dell’area, accompagnando la trasformazione dello Scalo Romana in uno spazio contemporaneo, funzionale e aperto alla città.</p>
<p>Per noi, questo progetto rappresenta un esempio concreto di come l’ingegneria possa dialogare con l’architettura e con la storia, dando forma a interventi in cui innovazione e contesto si rafforzano reciprocamente.</p>
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		<title>Il nuovo chapiteau del Circo Rodas: ingegneria e scenografia per uno dei circhi più importanti del Sud America</title>
		<link>https://www.canobbio.com/il-nuovo-chapiteau-del-circo-rodas/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diletta Garbero]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 13:47:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tensostrutture]]></category>
		<category><![CDATA[Coperture Sportive]]></category>
		<category><![CDATA[Strutture per eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Strutture pressostatiche]]></category>
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					<description><![CDATA[Il nuovo chapiteau del Circo Rodas Nel panorama del circo tradizionale sudamericano, il Circo Rodas rappresenta una realtà storica e altamente riconoscibile. Fondato in Argentina e conosciuto come “El circo del mundo”, è oggi uno dei complessi itineranti più grandi del Paese. Per una struttura con questa visibilità, la progettazione del nuovo chapiteau ha richiesto&#8230;&#160;<a href="https://www.canobbio.com/il-nuovo-chapiteau-del-circo-rodas/" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">Il nuovo chapiteau del Circo Rodas: ingegneria e scenografia per uno dei circhi più importanti del Sud America</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4>Il nuovo chapiteau del Circo Rodas</h4>
<p>Nel panorama del circo tradizionale sudamericano, il <strong>Circo Rodas</strong> rappresenta una realtà storica e altamente riconoscibile. Fondato in Argentina e conosciuto come <strong>“El circo del mundo”</strong>, è oggi uno dei complessi itineranti più grandi del Paese.</p>
<p>Per una struttura con questa visibilità, la progettazione del nuovo chapiteau ha richiesto un approccio ingegneristico particolarmente accurato, capace di coniugare impatto scenografico e prestazioni strutturali.</p>
<h3>Un chapiteau progettato su misura</h3>
<p>Per il <strong>Circo Rodas</strong> abbiamo progettato e realizzato una tensostruttura principale di 48,20 × 53 metri, con teli di giro inclinati alti 4,50 metri, affiancata da una tenda di ingresso di 16 × 32 metri.</p>
<p>Si tratta di una struttura pensata per rispondere alle esigenze tipiche di un grande circo itinerante: rapidità di montaggio, affidabilità nel tempo e resistenza alle diverse condizioni ambientali incontrate durante le tournée.</p>
<p>Il progetto è stato sviluppato con l’obiettivo di garantire una struttura capace di mantenere prestazioni elevate anche in presenza di carichi variabili e cicli ripetuti di montaggio e smontaggio.</p>
<h4>Quando l’estetica diventa una sfida tecnica</h4>
<p>Uno degli aspetti più complessi del progetto è stato l’inserimento delle decorazioni grafiche direttamente nella membrana.</p>
<p>I motivi geometrici ad alto contrasto che caratterizzano il chapiteau non sono semplici elementi decorativi. La presenza di <strong>diverse tonalità e superfici</strong> comporta infatti <strong>variazioni nei processi di saldatura</strong> e nella distribuzione delle tensioni all’interno della membrana.</p>
<p>Questo significa che l’aspetto estetico deve essere attentamente integrato nel progetto strutturale.</p>
<p>Per questo abbiamo studiato con precisione la configurazione delle giunzioni e delle saldature, analizzando il comportamento della membrana sotto carico vento e garantendo che le decorazioni non introducessero discontinuità strutturali.</p>
<p>In altre parole, l’impatto visivo della struttura doveva essere forte e riconoscibile, senza compromettere il comportamento meccanico del telo.</p>
<h4>Test e prototipi nel laboratorio interno</h4>
<p>Per assicurare affidabilità e sicurezza, tutti i principali dettagli costruttivi sono stati prototipati e testati nel nostro laboratorio interno.</p>
<p>Le verifiche hanno riguardato in particolare:<br />
• i sistemi di <strong>fissaggio della membrana</strong><br />
• le piastre di <strong>connessione tra i diversi elementi strutturali</strong><br />
• la distribuzione delle<strong> tensioni nei teli decorati</strong></p>
<p>Queste prove ci hanno permesso di verificare il comportamento reale dei componenti prima della realizzazione definitiva della struttura.</p>
<p>L’obiettivo era garantire:<br />
• <strong>resistenza meccanica elevata</strong>, anche in configurazione itinerante<br />
• <strong>corretta distribuzione delle tensioni</strong> sulla membrana<br />
• <strong>durabilità nel tempo</strong>, nonostante i cicli ripetuti di montaggio e smontaggio</p>
<h4>Una struttura iconica e affidabile</h4>
<p>Il risultato finale è una tensostruttura fortemente identitaria dal punto di vista visivo, ma allo stesso tempo progettata per offrire prestazioni strutturali elevate nelle condizioni operative tipiche di un grande circo itinerante.</p>
<p><strong>La nuova tenda del Circo Rodas</strong> rappresenta un equilibrio tra scenografia e ingegneria, dove la dimensione spettacolare della struttura convive con una progettazione tecnica rigorosa.</p>
<p>Per noi questo intervento rappresenta un progetto particolarmente stimolante e motivo di grande orgoglio: un chapiteau unico, progettato per accompagnare uno dei circhi più importanti del Sud America nelle sue tournée, garantendo affidabilità, sicurezza e forte impatto visivo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Schiavone Team Lab – Nuove coperture pressostatiche per il centro sportivo di Varese</title>
		<link>https://www.canobbio.com/schiavone-team-lab-varese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diletta Garbero]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 14:45:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tensostrutture]]></category>
		<category><![CDATA[Coperture Sportive]]></category>
		<category><![CDATA[Strutture pressostatiche]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel nuovo Schiavone Team Lab di Varese, il tennis si consolida come infrastruttura permanente al servizio del territorio. Il centro sportivo, fortemente voluto da Francesca Schiavone, rappresenta un investimento concreto nello sviluppo dell’attività agonistica e formativa, garantendo continuità operativa durante tutto l’anno. L’iniziativa nasce dalla visione di una campionessa che ha segnato la storia del&#8230;&#160;<a href="https://www.canobbio.com/schiavone-team-lab-varese/" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">Schiavone Team Lab – Nuove coperture pressostatiche per il centro sportivo di Varese</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel nuovo <strong>Schiavone Team Lab di Varese</strong>, il tennis si consolida come infrastruttura permanente al servizio del territorio. Il centro sportivo, fortemente voluto da Francesca Schiavone, rappresenta un investimento concreto nello sviluppo dell’attività agonistica e formativa, garantendo continuità operativa durante tutto l’anno.</p>
<p>L’iniziativa nasce dalla visione di una campionessa che ha segnato la storia del tennis italiano: vincitrice del Roland Garros 2010, prima italiana a conquistare un titolo del Grande Slam in singolare, finalista al Roland Garros 2011 e già n.4 del ranking WTA. Nel progetto del Team Lab, Francesca Schiavone ha trasferito lo stesso approccio metodico e la stessa resilienza che hanno caratterizzato la sua carriera internazionale.</p>
<h4><strong>Le nuove pressostrutture: prestazioni e qualità dello Schiavone Team Lab di Varese</strong></h4>
<p>Per la copertura dei campi da gioco, Canobbio Textile ha fornito e installato tre pressostrutture di ultima generazione da 18 x 36 m, progettate per garantire elevate prestazioni termo-meccaniche e un’elevata qualità dell’ambiente interno.</p>
<p>Le strutture sono configurate con:<br />
• sistema a doppia membrana ad alte prestazioni<br />
• lucernario centrale longitudinale per illuminazione naturale diffusa<br />
• copri-cavi integrati per una maggiore pulizia visiva interna<br />
• impianto di illuminazione sportiva dedicato<br />
• macchinari per il gonfiaggio e il controllo della pressione<br />
• porte girevoli di accesso<br />
• uscite di sicurezza conformi alle normative vigenti</p>
<p>La configurazione a doppio involucro consente una gestione energetica più efficiente e un miglior comfort stagionale, assicurando continuità d’uso in ogni periodo dell’anno.</p>
<h4>Precisione tecnica e qualità percettiva</h4>
<p>Un elemento distintivo dell’intervento è l’integrazione dei copri-cavi, che riduce le interferenze visive degli impianti e restituisce uno spazio interno ordinato e tecnicamente coerente. In un centro ad alta intensità di utilizzo, la qualità percettiva e la leggibilità tecnica dell’ambiente diventano parte integrante dell’esperienza sportiva.</p>
<p>Le nuove coperture contribuiscono a definire uno standard funzionale per l’impiantistica sportiva pressostatica contemporanea: tempi di montaggio ottimizzati, luce naturale diffusa, comfort climatico e affidabilità nel tempo.</p>
<h4>Un’infrastruttura per il territorio</h4>
<p>L’intervento rafforza il tessuto sportivo locale, offrendo una struttura in grado di supportare attività agonistiche e formative con continuità e qualità.</p>
<p>Per Canobbio Textile è stato un onore collaborare alla realizzazione di un centro che oggi si configura come punto di riferimento a livello nazionale e internazionale, unendo competenza tecnica e visione progettuale al servizio dello sport.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>100 Anni di Canobbio Textile Architecture: Un Secolo di storia e Innovazione</title>
		<link>https://www.canobbio.com/100-anni-di-storia-e-innovazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 14:00:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tensostrutture]]></category>
		<category><![CDATA[ETFE]]></category>
		<category><![CDATA[Strutture per eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Strutture pressostatiche]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.canobbio.com/?p=11880</guid>

					<description><![CDATA[Cento anni non sono semplicemente una data sul calendario. Nel mondo dell&#8217;industria, rappresentano una misura di capacità di adattamento e visione profonda. Per Canobbio, avvicinarsi al traguardo del centenario significa guardare indietro a un percorso iniziato nel 1926, quando Federico Canobbio pose le prime basi di quella che sarebbe diventata un&#8217;eccellenza dell&#8217;industria italiana. Celebrare questo&#8230;&#160;<a href="https://www.canobbio.com/100-anni-di-storia-e-innovazione/" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">100 Anni di Canobbio Textile Architecture: Un Secolo di storia e Innovazione</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Cento anni</strong> non sono semplicemente una data sul calendario. Nel mondo dell&#8217;industria, rappresentano una misura di capacità di adattamento e visione profonda. Per Canobbio, avvicinarsi al traguardo del centenario significa guardare indietro a un percorso iniziato <strong>nel 1926</strong>, quando <strong>Federico Canobbio</strong> pose le prime basi di quella che sarebbe diventata un&#8217;eccellenza dell&#8217;industria italiana.</p>
<p>Celebrare questo anniversario significa <strong>ripercorrere la storia di un&#8217;azienda familiare</strong> che ha saputo trasformare la materia tessile in architettura, mantenendo intatto quello spirito pionieristico che ha permesso di trasformare semplici tessuti in opere d&#8217;arte strutturale.</p>
<h2>100 anni di storia e innovazione</h2>
<p>La storia di Canobbio è l&#8217;esempio perfetto di come il &#8220;saper fare&#8221; italiano possa evolversi senza perdere la propria identità.</p>
<p>Tutto iniziò con teli per agricoltura e selleria, prodotti essenziali per l&#8217;epoca. Tuttavia, la vera svolta arrivò <strong>negli anni &#8217;50</strong>, quando la seconda generazione—<strong>guidata da Giuseppe e Francesco Canobbio</strong>—ebbe l&#8217;intuizione di investire sul tessile. Fu in quel periodo, nello stabilimento di Castelnuovo Scrivia, che nacque il primo telone da circo &#8220;leggero&#8221;. Quella che oggi sembra una soluzione scontata, all&#8217;epoca fu una rivoluzione tecnologica che richiese coraggio e sperimentazione sui materiali.</p>
<p>Da quel momento, il percorso è stato segnato da una costante ricerca. Dalla canapa e cotone si è passati ai tessuti sintetici, fino all&#8217;introduzione delle saldature ad alta frequenza e all&#8217;uso di materiali avanzati come l&#8217;<strong>ETFE.</strong></p>
<p>Negli <strong>anni &#8217;90</strong>, l&#8217;azienda ha smesso di produrre semplici &#8220;coperture&#8221; per entrare a pieno titolo nel mondo dell&#8217;architettura tessile, collaborando con architetti di fama mondiale per progetti iconici come il Bigo di Genova o le coperture per <strong>l&#8217;Expo</strong>.</p>
<h2>Tradizione e innovazione: un dialogo continuo</h2>
<p>Il segreto di Canobbio risiede nella capacità di unire tradizione e innovazione.</p>
<p>La <strong>tradizione</strong> è rappresentata dalla profonda conoscenza dei materiali, dalla cura del dettaglio, dalla ricerca della qualità e dalla capacità di ascoltare le esigenze dei progettisti, valori tramandati attraverso le quattro generazioni della famiglia. <strong>L&#8217;innovazione</strong>, invece, è la spinta che ha portato alla nascita di Canobbio Textile Engineering nel 2014, una realtà strutturata per rispondere alle sfide progettuali più complesse su scala globale.</p>
<p>Questo approccio ha permesso all&#8217;azienda di rimanere competitiva per 100 anni, anticipando spesso le tendenze del mercato. Dalle tensostrutture sportive alle facciate tessili bioclimatiche, ogni progetto racchiude un secolo di esperienza tecnica.</p>
<h2>Un legame indissolubile con il territorio e le persone</h2>
<p>Nessuna azienda raggiunge il secolo di vita da sola. La longevità di <strong>Canobbio</strong> è frutto di un legame profondo con il proprio territorio e con le persone. È una storia fatta di team e collaboratori che hanno condiviso la visione aziendale, di partner tecnici che hanno stimolato nuove soluzioni e di clienti che hanno affidato a Canobbio le loro sfide più grandi.</p>
<p><strong>L&#8217;essenza familiare dell&#8217;azienda</strong> ha garantito una continuità di valori rara nel panorama odierno: serietà, trasparenza e una gestione che guarda al lungo periodo. Questo approccio umano e consulenziale è ciò che trasforma i clienti in partner storici.</p>
<h2>Verso il futuro delle coperture tessili</h2>
<p>Arrivare a<strong> 100 anni</strong> di attività non è un punto di arrivo, ma una nuova partenza. Oggi Canobbio guarda al futuro con la stessa curiosità del 1926, ma con strumenti molto più sofisticati. La nostra missione resta quella di esplorare nuove frontiere. La sfida ora si sposta sulla sostenibilità, sull&#8217;uso di materiali riciclabili e su strutture sempre più performanti dal punto di vista energetico.</p>
<p>La solidità acquisita in un secolo di storia è la base su cui costruire il futuro della leggerezza. Continueremo a progettare e realizzare coperture che proteggono e ispirano, portando l&#8217;eccellenza italiana in tutto il mondo.<br />
Grazie a tutti coloro che hanno fatto parte di questo primo, straordinario secolo di storia.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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